La carruba: proprietà e l’uso in cucina

Riscoprire la carruba

La carruba è un frutto e nasce spontaneamente dell’albero del carrubo. L’albero produce dei baccelli simili a quelli dei fagioli. All’interno di questi baccelli troviamo i semi di carruba che, in forma essiccata, vengono macinati per produrre la farina di carruba.
L’albero della carruba è sempre verde tipico dell’area mediterranea, il frutto viene chiamate anche vajane. I baccelli delle carrube sono inizialmente di colore verde e con la maturazione assumono una colorazione marrone.

Curiosità: i semi di carruba sono pesanti e molto duri. Con queste caratteristiche nel corso del tempo sono stati soprannominati carati, poiché in passato venivano utilizzati come misura dell’oro.

Gli alberi di carrubo sono coltivati in Nord Africa, Italia, Asia e Cipro . In Italia la produzione della carruba avviene a Sud, soprattutto in Sicilia, dalla provincia di Ragusa proviene circa il 70% della produzione nazionale. La coltivazione e la lavorazione della carruba si effettua anche in provincia di Siracusa.

Cosa sappiamo delle calorie?

Forse non sapevate che la carruba è un alimento molto energetico e per 100 grammi di carrube contiene circa 207 calorie.

Proprietà e benefici della carruba

La carruba è un’alternativa al cacao, ideale per chi è allergico o intollerante al cacao. La ricchezza di fibre della carruba aiuta ad abbassare il colesterolo. Il merito è soprattutto delle fibre insolubili presenti nella carruba.
Un ulteriore vantaggio che di recente ha attirato la ricerca scientifica riguarda l’abbassamento dei livelli di trigliceridi. Inoltre le carrube sono molto ricche di proteine, un aspetto di cui possiamo beneficiare quando consumiamo prodotti a base di farina di carrube. Sono anche una fonte di antiossidanti, con particolare riferimento ai flavonoidi.
Le carrube sono ricche di vitamine e di sali minerali. In particolare le carrube sono una fonte di vitamina E e di vitamina K e contengono calcio, zinco, potassio e fosforo.

Gli utilizzi della carruba

Al giorno d’oggi è utilizzata per la realizzazione di prodotti alternativi al cacao e al cioccolato. La farina di carruba ottenuta dai semi di questo frutto viene utilizzata come sostituto del cacao soprattutto nella preparazione di bevande e di dolci. La pasta di carruba viene impiegata nella produzione del cioccolato.
La tradizione vuole che le carrube vengano consumate sia fresche che secche e che la farina di carrube sia un rimedio naturale per la diarrea. L’uso alimentare dei semi riguarda soprattutto la produzione di farina.
In erboristeria l’estratto secco di carruba viene utilizzato insieme allo zenzero in caso di colon irritabile. La farina di carrube si può utilizzare anche per preparare la preparazione di tagliatelle fatte in casa.
Per concludere ancora oggi, la carruba viene frammentata e utilizzata per la produzione di mangimi per gli animali da allevamento, ma è sempre più interessante come prodotto alternativo al cacao.l_carruba-polpa-farina.jpg

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17 commenti Aggiungi il tuo

  1. E’ un ricordo dell’infanzia. Mia mamma ne comprava qualche bacello in inverno e lo masticavamo a lungo prima di decidere se ingoiare o sputare. La chiamava “fava veneziana”.

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    1. Giusy ha detto:

      Grazie per la condivisione.

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      1. Mi ha fatto piacere leggerti.

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    2. Giusy ha detto:

      Io non ho mai provato le carrube… appena la trovo proverò la farina di carrube e farò dei dolci.

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      1. La farina non l’ho mai vista da adulta. Un tempo la davano alle mucche, qui da noi, miscelata alla farina di castagne.

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      2. Giusy ha detto:

        Un’altra cosa che non sapevo. Ecco perché vale la pena condividere.

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      3. E’ verissimo.Un tempo i vecchi raccontavano e i giovani ascoltavano. Ora non avete mia abbastanza pazienza!

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      4. Giusy ha detto:

        Dipende dai giovani 🙂

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  2. Donato Capozzi ha detto:

    Ottime! Io preparo il liquore con le carrube, utilizzando anche la scorza di limone e mandarini!

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    1. Giusy ha detto:

      Grazie per la condivisione.

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      1. Donato Capozzi ha detto:

        Se mai volessi prepararlo, occhio alla quantità di acqua e zucchero perché al mio primo tentativo il liquore era una bomba 😀

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  3. Mamma mia che ricordi mi hai riportato alla mente!
    Ho avuto un flash precisissimo di quando ero all’asilo (purtroppo TANTI anni fa…..) e un compagno portò questi strani frutti in classe, che mangiammo insieme.
    Mi sembra quasi di sentire ancora la dolcezza marcata e piacevole della polpa…..
    Grazie, mi hai fatto tornare a galla dei ricordi “dolcissimi” 😉

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    1. Giusy ha detto:

      Grazie mille per la condivisione, io ho scoperto la carruba grazie a mio cognato che è Siciliano e per i benefici che apporta alla salute. Io sono un’appassionata della tradizione culinaria, dei cibi cosiddetti poveri ed amo la storia e le legende dietro ogni piatto.

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  4. delegointe ha detto:

    Io non sono mai riuscito a mangiarle da bambino. La buccia mi faceva impressione, ma se dovrà capitare di trovarle le assaggerò. A Napoli e dintorni si chiamano “Sciuscelle”.

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    1. Giusy ha detto:

      Non ricordavo più il nome Sciuscelle…. da bambina le chiamava così una vecchietta che parlava solo napoletano. Grazie

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